Il 10 febbraio 2016 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega per la riforma organica delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza, ora all’esame della Camera (AC 3671). Il testo nasce dai lavori della commissione ministeriale presieduta da Renato Rordorf e punta a sostituire, dopo oltre settant’anni, la legge fallimentare del 1942 (R.D. 267/1942), più volte modificata ma mai riscritta.

Si tratta di una legge delega: una volta approvata dal Parlamento, il Governo avrà dodici mesi per adottare i decreti legislativi che conterranno le regole vere e proprie.

Le linee della riforma

I punti principali del ddl delega
AllertaProcedure di allerta e composizione assistita per far emergere la crisi prima che diventi insolvenza
ConcordatoFavore per il concordato con continuità aziendale rispetto a quello liquidatorio
SemplificazioneRazionalizzazione e semplificazione delle procedure esistenti
CreditiRevisione di prededuzioni e privilegi e delle classi di creditori
GruppiUna disciplina per l’insolvenza dei gruppi di imprese
EsdebitazioneEstensione dell’esdebitazione, oggi riservata all’imprenditore individuale, anche alle società
Grandi impreseRevisione dell’amministrazione straordinaria
Fonte: ddl delega approvato dal Consiglio dei ministri il 10 febbraio 2016 (AC 3671).

Anticipare la crisi

La novità più rilevante è culturale prima che giuridica. Oggi il diritto fallimentare interviene quando l’impresa è già insolvente e i margini di recupero sono minimi. Le procedure di allerta vogliono cambiare il momento dell’intervento: segnali di difficoltà raccolti per tempo, anche grazie agli organi di controllo, e un percorso riservato e assistito per trovare un accordo con i creditori prima che il valore dell’azienda vada perduto.

Salvare l’azienda, non solo pagare i creditori

Nella stessa direzione va il favore per la continuità aziendale: il concordato che mantiene in vita l’attività, anche attraverso un nuovo imprenditore, viene preferito a quello che si limita a liquidare i beni. È in linea con la raccomandazione della Commissione europea del 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insolvenza.

Per imprese e consulenti il messaggio è chiaro: il quadro cambierà e la capacità di leggere per tempo i segnali di crisi diventerà un obbligo, non solo una buona pratica. Seguiremo l’esame parlamentare del testo.

Domande frequenti

La legge fallimentare cambia subito?

No: il ddl delega deve essere approvato dal Parlamento e poi attuato dal Governo con decreti legislativi, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge.

Che cosa sono le procedure di allerta?

Strumenti per far emergere presto la crisi dell’impresa e favorire un accordo con i creditori, in modo riservato e assistito, prima dell’insolvenza.

Le società potranno liberarsi dei debiti residui?

Il ddl prevede di estendere l’esdebitazione, oggi riservata all’imprenditore individuale, anche alle società.

Una questione simile da valutare oggi?

Il quadro normativo è cambiato dal 2016: possiamo aiutarti a capire quali regole valgono oggi per il tuo caso.

Nota informativa. I contenuti hanno finalità esclusivamente informative, nel rispetto degli artt. 17 e 17-bis del Codice Deontologico Forense, e non costituiscono parere legale. Per ogni valutazione sul caso concreto è necessario un confronto professionale.