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IP Asset Check

Screening preliminare del patrimonio tecnologico e delle principali aree di rischio giuridico. Un percorso condizionale in circa dodici domande: scopri, area per area, cosa è presidiato e cosa va verificato. Strumento informativo, non una due diligence.

Chain of titleOpen sourceMarchi & dominiDati & datasetChange of control
Pochi minuti · ~12 domande · senza registrazione
Output: esito per area + le priorità da verificare
Fonti: l.d.a., Cod. civ., C.p.i., GDPR
IP Asset Check

I diritti sui tuoi asset tecnologici sono documentati, o solo presunti?

Un percorso condizionale in circa dodici domande attraversa sette nuclei — software e chain of title, sviluppatori e fornitori, open source, marchi e domini, dati e dataset, contratti e change of control, segreti commerciali. Per ogni voce dichiari cosa risulta dalla documentazione disponibile. L’esito ti dice, area per area, cosa è presidiato e cosa va verificato.

Perimetro. Il questionario ha finalità esclusivamente informativa e di orientamento preliminare. Le risposte consentono di individuare aree che possono richiedere una verifica documentale o legale più approfondita, ma non costituiscono una due diligence, un parere legale, una certificazione della titolarità degli asset né una valutazione definitiva della loro trasferibilità o utilizzabilità. Una risposta «sì» non dimostra, di per sé, l’esistenza o l’efficacia di un diritto.

Documentazione, non titolarità

Lo strumento non attesta che la società possieda gli asset: rileva il livello di documentazione disponibile, le aree di rischio e gli approfondimenti necessari. Titolarità, disponibilità, licenza d’uso e controllo operativo restano distinti.

Sette aree, percorso condizionale

Non tutti vedono le stesse domande: la finalità e le risposte determinano il percorso. Software e chain of title, sviluppatori e fornitori, open source, marchi e domini, dati, contratti e change of control, segreti commerciali.

Le priorità, non un voto

Niente punteggio «72/100»: un esito qualitativo per area (presidio adeguato / da verificare / criticità) e le priorità emerse dai trigger effettivi, pronte da portare a una verifica documentale.

Gratuito
Senza registrazione
Esito immediato

Screening preliminare, non una due diligence. Il check offre un primo orientamento sul livello di documentazione degli asset tecnologici e non sostituisce l’analisi dei singoli atti e della loro efficacia. Lo strumento è stato progettato e validato da un avvocato. Per una valutazione sul tuo caso, contatta ADLP Studio Legale.

Come funziona

Un percorso condizionale in tre fasi

Un passo di finalità e perimetro, le voci nelle sette aree e un esito qualitativo per area con le priorità da verificare. Non tutti vedono le stesse domande.

1

Passo · Finalità e perimetro

Perché verifichi, e cosa

Acquisizione, preparazione a un’operazione, verifica interna, licenza o cessione, finanziamento: la finalità determina il percorso. Poi indichi quali elementi rientrano nella verifica.

2

Voci · 7 aree

Cosa risulta dalla documentazione

Per ogni voce dichiari cosa risulta: presente, solo per alcuni, assente o non so. Il «non so» vale come assenza di evidenza disponibile.

Esito

Esito per area + priorità

Un esito qualitativo per ciascuna area (presidio adeguato / da verificare / criticità) e le priorità da sottoporre a verifica documentale.

Come usare il tuo esito

  • Rispondi guardando la documentazione disponibile: l’esito è affidabile quanto le informazioni che inserisci. Nel dubbio, scegli Non so.
  • Il risultato compare solo a schermo. A fine questionario puoi salvarlo o stamparlo e conservarlo.
  • Nessun dato viene inviato o archiviato da noi, salvo l’email se scegli di riceverlo. Non inserire codice sorgente, credenziali o copie di contratti.
Stampa / Salva l’esito — nella schermata finale
FONTI
I riferimenti su cui poggiano le domande — etichettati per natura giuridica
Diritto d’autore
L. 633/1941 (l.d.a.) — artt. 12-bis, 102-bis, 110: software del dipendente, diritto sui generis sulla banca dati, prova scritta della trasmissione dei diritti.
Cod. civ. e C.p.i.
Cod. civ. — artt. 2581 e 2558 (trasferibilità dei diritti; subentro nei contratti aziendali); C.p.i. — artt. 12 e 20 (segni anteriori; uso esclusivo del marchio).
GDPR
Reg. UE 2016/679: trattamento dei dati personali — finalità, base giuridica, misure, facoltà di utilizzo e trasferimento, distinte dai diritti sulla banca dati.
Reg. UE 2024/2847
Cyber Resilience Act — art. 24 (open-source software stewards): profilo distinto dalla verifica delle licenze d’uso e della chain of title.
Giurisprudenza
Cassazione: n. 41968/2021 (nesso sviluppo–mansioni), n. 18633/2017 (trasferimento vs. appalto), n. 16041/2011 (divieto di trasferimento della licenza software), n. 20189/2017 (funzione distintiva dei domini).
COME LEGGERE L’ESITO
L’esito qualitativo di ciascuna delle 7 aree
Presidio adeguato — verde

Risposta positiva, nessun «non so», documentazione riferita agli asset rilevanti, nessuna limitazione o conflitto dichiarati. Non sostituisce la verifica degli atti.

Da verificare — arancione

Documentazione parziale, «solo per alcuni», contratti generici, titolarità formale che non coincide con il controllo operativo, o asset usato ma catena documentale non ricostruita.

Criticità — rosso

Emerge un fatto specifico: assenza di accordo scritto con un fornitore essenziale, open source non mappato in un prodotto distribuito, licenza di terzi che vieta il trasferimento, marchio o dominio essenziale intestato a un estraneo, consenso preventivo non ottenuto.

Le voci «Non so»

Valgono come assenza di evidenza disponibile: portano l’area almeno ad arancione e a rosso quando riguardano un asset essenziale per l’operazione.

COME NASCE L’ESITO

Dalle risposte all’esito per area

Nessun punteggio unico. Per ciascuna delle sette aree l’esito è qualitativo e motivato, in base alla combinazione tra risposta, livello di incertezza e documentazione dichiarata.

Il calcolo
7

Esito per area

Ogni area riceve un esito: presidio adeguato, da verificare o criticità. Prevale la voce più critica dell’area: una sola criticità rende l’area rossa.

3

Priorità dai trigger

Le priorità non sono precompilate: emergono dalle risposte effettive (chain of title, open source, contratti e change of control, dati…), ordinate per rilevanza, al massimo tre.

Il «non so» non è una risposta neutra: indica assenza di evidenza disponibile. Vale almeno come «da verificare» e diventa criticità quando riguarda un asset essenziale per l’operazione.

I tre esiti per area
Presidio adeguato

Documentazione riferita agli asset rilevanti, senza incertezze o conflitti dichiarati.

Da verificare

Situazione giuridica non ricostruibile integralmente: acquisire la documentazione mancante.

Criticità

Circostanza specifica che può incidere su titolarità, utilizzabilità o trasferibilità.

La finalità iniziale non incide sull’esito delle singole aree: determina quali domande vedi — per esempio le clausole di change of control compaiono solo per operazioni di investimento, vendita, licenza o cessione.

Ogni area «da verificare» o «criticità» = un punto concreto da sottoporre a verifica documentale prima di fare affidamento sull’asset nell’operazione.

LO STRUMENTO

Avvia il check

Una domanda alla volta, con barra di avanzamento. Non tutte le domande compaiono per tutti: il percorso si adatta alla finalità e alle risposte. Ottieni subito l’esito per area e le priorità da verificare.

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