L’Interest Rate Swap è uno dei contratti derivati più diffusi e, allo stesso tempo, più discussi nel contenzioso bancario. Una sentenza del Tribunale di Torino ne ha precisato la natura, la causa e l’alea: vediamo cosa significa.
Il contratto di Interest Rate Swap (n.d.r. IRS) è un contratto atipico, di natura aleatoria, caratterizzato dallo scambio a scadenze prefissate dei flussi di cassa prodotti dall’applicazione di diversi parametri ad uno stesso capitale di riferimento. Tale contratto, se stipulato da un imprenditore che intenda tutelarsi dalla oscillazione dei tassi in riferimento ad un mutuo a tassi variabili, ha una precisa logica che impedisce di ritenerlo privo di causa ed è irrilevante che i tassi di riferimento stabiliti si siano rivelati lontano da quelli di mercato, rientrando ciò nell’alea tipica del contratto.
Ad affermarlo è il Tribunale di Torino, nella sentenza n. 2976 del 24.4.2014, che, circa la dedotta nullità del contratto IRS per mancanza di causa, capovolge alcune importanti acquisizioni fatte dalla giurisprudenza precedente, allentando la “stretta” della giustizia civile sui derivati finanziari.
Quì di seguito il testo integrale della sentenza.
Che cos’è l’Interest Rate Swap
L’Interest Rate Swap (IRS) è un contratto atipico e aleatorio con cui due parti si scambiano, a scadenze prefissate, i flussi di cassa derivanti dall’applicazione di parametri diversi (ad esempio un tasso fisso e un tasso variabile) a uno stesso capitale di riferimento, detto nozionale.
Nella prassi, l’Interest Rate Swap viene spesso utilizzato da imprese che intendono proteggersi dal rischio di oscillazione dei tassi: chi ha contratto un mutuo a tasso variabile, ad esempio, può usare lo swap per stabilizzare di fatto il costo del finanziamento.
La questione della causa e dell’alea
Uno dei temi più dibattuti riguarda la causa del contratto: ci si è chiesti se un Interest Rate Swap possa essere considerato nullo per mancanza di causa quando i tassi pattuiti si rivelino sfavorevoli per una delle parti. Il punto è centrale, perché dalla qualificazione della causa dipende la validità stessa dell’operazione.
La risposta, secondo l’orientamento richiamato, è negativa quando lo swap ha una funzione coerente con le esigenze di copertura: il fatto che i tassi di riferimento si rivelino lontani da quelli di mercato rientra infatti nell’alea tipica del contratto, ossia nel rischio che le parti accettano consapevolmente al momento della stipula.
Interest Rate Swap: copertura o speculazione
La distinzione decisiva è quella tra finalità di copertura (hedging) e finalità speculativa. Quando l’Interest Rate Swap risponde a una logica di protezione da un rischio reale e attuale, la sua causa è meritevole di tutela; quando invece prevale una componente puramente speculativa, aumentano i margini per contestarne la validità o la trasparenza.
Per questo, nel contenzioso bancario, assumono rilievo elementi come l’informazione fornita al cliente, la chiarezza sui costi impliciti e sul valore iniziale del derivato (mark-to-market) e la reale coerenza dello strumento con le esigenze dichiarate dall’impresa.
La posizione del Tribunale di Torino
Con la sentenza richiamata, il Tribunale di Torino ha ritenuto che un Interest Rate Swap stipulato a fini di copertura non possa dirsi privo di causa solo perché i tassi si sono evoluti in senso sfavorevole a una parte. Si tratta di un’applicazione coerente con un orientamento che valorizza la funzione economica concreta del derivato.
Per imprese e intermediari la lezione è chiara: la solidità di un Interest Rate Swap dipende dalla sua effettiva funzione e dalla trasparenza con cui è stato costruito e proposto. Sul fronte dei rapporti bancari si veda anche la pronuncia in tema di usura sopravvenuta; per un inquadramento generale dello strumento si veda la voce Interest rate swap.
Domande frequenti
Che cos’è un Interest Rate Swap?
È un contratto derivato con cui due parti si scambiano, a scadenze prefissate, flussi di cassa calcolati applicando parametri diversi (ad esempio tasso fisso e tasso variabile) a uno stesso capitale nozionale.
A cosa serve un Interest Rate Swap?
Serve soprattutto a coprirsi dal rischio di oscillazione dei tassi: chi ha un mutuo a tasso variabile può usarlo per stabilizzare il costo del finanziamento.
Un Interest Rate Swap può essere nullo per mancanza di causa?
Secondo l’orientamento richiamato, no, quando lo strumento ha una reale funzione di copertura: il fatto che i tassi risultino sfavorevoli rientra nell’alea tipica del contratto.
Che differenza c’è tra copertura e speculazione?
Nella copertura il derivato protegge da un rischio reale; nella speculazione prevale la scommessa sui tassi. La distinzione incide sulla meritevolezza della causa e sui margini di contestazione.
Cosa ha stabilito il Tribunale di Torino?
Che un Interest Rate Swap stipulato a fini di copertura non è privo di causa solo perché i tassi si sono evoluti in modo sfavorevole a una parte.
Hai un contenzioso su derivati o Interest Rate Swap?
ADLP affianca imprese, banche e intermediari nel contenzioso e nella consulenza su strumenti finanziari derivati: dalla valutazione della causa e dell’alea alla trasparenza dei costi, fino alla strategia processuale.
info@adlpstudio.it · Risposta entro 48 ore · Prima call esplorativa gratuita