Il 17 marzo 2018 l’Avv. Giulia Aranguena ha partecipato alla CL+B Fest, il «festival decentralizzato» ed evento globale dedicato al rapporto tra computational law and blockchain, organizzato da Legal Hackers attraverso il nodo di Torino, presso il TAG dell’Agnelli. In quella sede ha tenuto una presentazione dedicata ai nuovi obblighi di antiriciclaggio criptovalute a carico dei prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale.

Che cos’era il Computational Law & Blockchain Festival

Il Computational Law & Blockchain Festival (CL+B Fest) è stato un evento globale e «decentralizzato» promosso dalla rete internazionale dei Legal Hackers, articolato in numerosi nodi locali organizzati in autonomia. Il festival esplorava l’intersezione tra diritto, codice informatico e tecnologie a registro distribuito — il terreno del computational law and blockchain — riunendo giuristi, sviluppatori e ricercatori. Il nodo di Torino, ospitato al TAG, ha portato il tema nel contesto italiano.

Antiriciclaggio criptovalute: i nuovi obblighi dei prestatori

Il cuore dell’intervento ha riguardato la disciplina dell’antiriciclaggio delle criptovalute applicabile ai prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale. Con il recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio (Direttiva (UE) 2015/849), avvenuto in Italia con il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, è stata introdotta nell’ordinamento la definizione di «valuta virtuale» e i relativi prestatori di servizi sono stati ricondotti tra i soggetti obbligati del D.Lgs. 231/2007.

Per questi operatori la normativa antiriciclaggio criptovalute comporta in particolare:

In concreto, l’adeguata verifica della clientela impone di identificare e verificare l’identità del cliente e dell’eventuale titolare effettivo, di acquisire informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto e di calibrare i controlli secondo un approccio basato sul rischio. Per i prestatori di servizi in valuta virtuale ciò significa dotarsi di procedure interne, di sistemi di monitoraggio delle operazioni e di una funzione capace di valutare e segnalare le operazioni anomale. La conservazione ordinata dei dati, infine, è funzionale sia ai controlli interni sia alle eventuali richieste delle autorità.

La definizione di valuta virtuale recepita dal legislatore italiano riprende l’impostazione dell’Autorità Bancaria Europea e le avvertenze della Banca d’Italia in materia.

Perché il tema resta attuale

Il quadro tracciato dal D.Lgs. 90/2017 è destinato a evolvere ulteriormente: a livello europeo è in fase avanzata di definizione la V Direttiva Antiriciclaggio, che si propone di estendere espressamente gli obblighi ai prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute aventi corso legale e ai prestatori di servizi di portafoglio digitale. Per questo le riflessioni sull’antiriciclaggio criptovalute avviate al CL+B Fest mantengono piena rilevanza pratica per gli operatori del settore.

Per i prestatori di servizi in valuta virtuale, la corretta impostazione dei presìdi antiriciclaggio — dalle procedure di adeguata verifica fino al sistema di segnalazione delle operazioni sospette — resta un adempimento centrale, oggetto di crescente attenzione da parte delle autorità di vigilanza.

Sul piano normativo, il recepimento in Italia della IV Direttiva Antiriciclaggio con il D.Lgs. 90/2017 ha anticipato l’attenzione verso il settore, introducendo nel D.Lgs. 231/2007 la definizione di valuta virtuale e ricomprendendo i prestatori di servizi relativi al suo utilizzo tra i soggetti tenuti agli obblighi antiriciclaggio. A livello europeo è inoltre in fase avanzata di definizione una nuova direttiva destinata a rafforzare ulteriormente questi presìdi: un quadro in rapida evoluzione, che il dibattito del CL+B Fest ha contribuito a mettere a fuoco.

Di seguito le slide della presentazione:

https://www.slideshare.net/giuliaaranguena/legal-hackers-turin-node-clb-fest-17marzo2018-computational-law-blockchain-festival

Domande frequenti

Che cos’era la CL+B Fest di Torino del 2018?

Era un festival globale e decentralizzato organizzato dai Legal Hackers, dedicato al rapporto tra computational law and blockchain. Il nodo di Torino si è tenuto il 17 marzo 2018 presso il TAG dell’Agnelli, con la partecipazione dell’Avv. Giulia Aranguena.

Chi sono i prestatori di servizi in valuta virtuale ai fini antiriciclaggio?

Sono gli operatori che offrono servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale. Con il D.Lgs. 90/2017 sono stati ricondotti tra i soggetti obbligati della normativa antiriciclaggio criptovalute, con i conseguenti adempimenti previsti dal D.Lgs. 231/2007.

Quali obblighi antiriciclaggio si applicano alle criptovalute?

Gli obblighi principali in materia di antiriciclaggio criptovalute sono l’adeguata verifica della clientela, la conservazione dei dati e la segnalazione delle operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria.

Quale direttiva europea è in arrivo per le valute virtuali?

A livello europeo è in fase avanzata di definizione la cosiddetta V Direttiva Antiriciclaggio, che mira a estendere espressamente gli obblighi ai prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali e ai prestatori di servizi di portafoglio digitale, rafforzando il quadro già introdotto in Italia con il D.Lgs. 90/2017.

I Legal Hackers sono una rete internazionale di giuristi, tecnologi e accademici che studia l’impatto delle nuove tecnologie sul diritto. Attraverso eventi come la CL+B Fest favoriscono il confronto tra discipline diverse su temi quali blockchain, intelligenza artificiale e regolazione digitale.

Sei un prestatore di servizi in valuta virtuale?

ADLP affianca operatori cripto, IMEL e intermediari negli adempimenti di antiriciclaggio criptovalute: dall’adeguata verifica della clientela al registro, fino alle segnalazioni e all’impianto procedurale richiesto dalla normativa.

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