Il 4 luglio 2012 il Parlamento europeo ha respinto l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), l’accordo commerciale internazionale contro la contraffazione e la pirateria negoziato dall’Unione con Stati Uniti, Giappone e altri Paesi. I voti contrari sono stati 478, i favorevoli 39, gli astenuti 165.
Perché è stato bocciato
Le critiche riguardavano soprattutto le misure per Internet: il ruolo dei fornitori di servizi nel far rispettare il diritto d’autore, la vaghezza di alcune definizioni e la segretezza dei negoziati. Nei mesi precedenti c’erano state manifestazioni in molte città europee.
Le conseguenze
Senza l’approvazione del Parlamento, l’Unione europea non può concludere l’accordo. È una delle applicazioni più visibili dei poteri sui trattati commerciali che il Trattato di Lisbona ha dato all’Assemblea.
Il percorso dell’accordo
Il testo era stato firmato a Tokyo il 26 gennaio 2012 dall’Unione europea e da 22 Stati membri, Italia compresa. Nelle settimane successive le proteste si sono moltiplicate, a partire dalla Polonia, e diversi governi hanno sospeso la ratifica. A febbraio la Commissione ha annunciato di voler chiedere alla Corte di giustizia un parere sulla compatibilità dell’accordo con i diritti fondamentali. Il 21 giugno la commissione Commercio internazionale del Parlamento ha raccomandato di respingerlo, e il voto in plenaria del 4 luglio ha chiuso la partita.
Che cosa prevedeva per Internet
ACTA non riguardava solo le merci contraffatte alle frontiere. Una sezione era dedicata all’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nell’ambiente digitale: procedure rapide contro le violazioni online, tutela delle misure tecnologiche di protezione e, soprattutto, la promozione di forme di cooperazione tra titolari dei diritti e fornitori di servizi Internet. È su questo punto che si sono concentrate le critiche: il timore era che i provider diventassero, di fatto, controllori privati del traffico degli utenti, senza le garanzie di un procedimento davanti a un giudice.
Che cosa resta aperto
Il voto non chiude il tema dell’enforcement del diritto d’autore online. In Europa resta da capire come bilanciare la tutela dei titolari con la libertà di espressione e la protezione dei dati, come la Corte di giustizia ha fatto nei casi Scarlet e Netlog. In Italia lo stesso nodo è sul tavolo dell’AGCOM, con il regolamento sul diritto d’autore nelle reti di comunicazione elettronica ancora in sospeso.
Domande frequenti
Che cos’è ACTA?
Un accordo commerciale internazionale contro la contraffazione e la pirateria, con misure anche per l’ambiente digitale.
Che cosa succede dopo il voto?
L’Unione europea non può ratificare l’accordo, perché serve l’approvazione del Parlamento europeo.
Una questione simile da valutare oggi?
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Testo a cura della Redazione ADLP — luglio 2012. Fonte: European Parliament rejects ACTA, luglio 2012.
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