Wallet in self-custody, conti presso exchange, NFT, posizioni DeFi: i crypto-asset entrano nel patrimonio personale, ma nella successione crypto-asset la trasmissione agli eredi non segue automaticamente le regole pensate per un conto bancario o un immobile. L’accesso dipende da chi conosce le chiavi e da come è stata organizzata la documentazione: è il punto da cui parte il Crypto Succession Planner.

Senza istruzioni, gli eredi possono trovarsi davanti a un patrimonio esistente ma materialmente irraggiungibile, e con una posizione fiscale da ricostruire.

Per aiutare a mettere in ordine questi profili abbiamo messo a disposizione, gratuitamente, il Crypto Succession Planner: uno strumento di primo orientamento sul rischio successorio dei crypto-asset.

Successione crypto-asset: il codice civile non prevede eccezioni

Il codice civile non detta regole speciali per le cripto-attività o per gli altri asset digitali: si applicano le norme generali.

L’eredità si devolve per legge o per testamento (art. 457 c.c.); i legittimari hanno diritto a una quota riservata (art. 536 c.c.); il testamento può essere olografo o per atto di notaio (artt. 601-603 c.c.) e il testatore può nominare un esecutore testamentario (art. 700 c.c.). Il testo è il codice civile su Normattiva.

Il problema è operativo più che dogmatico. Tre piani vanno tenuti distinti:

  • Accesso: conservare una seed phrase non equivale ad aver predisposto istruzioni utilizzabili dagli eredi. Per gli asset presso un prestatore, il Reg. (UE) 2023/1114 (MiCA) disciplina all’art. 75 la custodia delle cripto-attività per conto dei clienti, ma il rapporto con gli eredi passa comunque per le procedure del singolo prestatore.
  • Inventario: un elenco aggiornato di asset, luoghi di custodia e intermediari non sostituisce il testamento, ma lo rende eseguibile.
  • Disposizioni: un testamento che non menziona gli asset digitali non li esclude dalla successione, ma rende più difficile individuarli.

Sui profili testamentari abbiamo già scritto in Testamento e digital asset: clausole operative e, più in generale sull’eredità digitale, in Successione dei crypto-asset e patrimonio digitale.

Il quadro fiscale: monitoraggio, redditi e imposta sul valore

Con la successione passano agli eredi anche i debiti d’imposta del defunto, comprese le imposte dovute su posizioni pregresse non regolarizzate. Per i residenti in Italia i riferimenti principali sono:

  • Monitoraggio fiscale (quadro RW): l’art. 4 del D.L. 167/1990, come modificato dalla L. 197/2022 (legge di bilancio 2023), estende l’obbligo di dichiarazione alle cripto-attività.
  • Redditi diversi: la stessa L. 197/2022 ha introdotto nel TUIR la lett. c-sexies dell’art. 67, co. 1, sulle plusvalenze da cripto-attività.
  • Imposta sul valore delle cripto-attività: prevista dall’art. 19, co. 18 ss., del D.L. 201/2011, come modificato dalla L. 197/2022.
  • Aliquota: la L. 207/2024 (legge di bilancio 2025), art. 1, co. 24, ha portato l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività dal 26% al 33% a decorrere dal 2026.

Sul piano successorio rileva inoltre il D.Lgs. 346/1990 (imposta di successione), come modificato dal D.Lgs. 139/2024. Il tema rientra nell’area Patrimoni privati e digitali.

Che cosa fa il Crypto Succession Planner

Il Crypto Succession Planner, dedicato alla successione crypto-asset, richiede circa 5 minuti e propone da 5 a 8 domande, ciascuna con i propri riferimenti normativi. Il percorso è in due fasi:

  1. Accesso: custodia (exchange o self-custody), istruzioni di accesso, inventario, testamento.
  2. Fisco: residenza fiscale, quadro RW, dichiarazione delle operazioni e delle plusvalenze.

L’esito compare a schermo con un livello di rischio successorio — verde, giallo o rosso, secondo il profilo più critico — e l’elenco delle verifiche da fare, con i riferimenti normativi. Si può salvare o stampare. Lo strumento non chiede mai seed phrase, chiavi private o password. Le risposte al questionario non vengono conservate dallo Studio: nome, cognome ed email sono richiesti solo per accedere all’esito.

Che cosa non è

È un orientamento sulle risposte dichiarate, non un parere legale o fiscale né una certificazione. Non valuta la validità di un testamento, non calcola imposte, non fornisce consigli di investimento e non sostituisce l’assistenza notarile o fiscale, in particolare con valori rilevanti, exchange esteri o profili cross-border.

Lo strumento è nella raccolta degli strumenti gratuiti dello Studio; la successione crypto-asset e i temi patrimoniali sono seguiti nell’area Patrimoni privati e digitali. Per conoscere lo Studio: Chi siamo.

Domande frequenti

Devo inserire le chiavi o la seed phrase?

No. Lo strumento non le chiede mai, e non vanno inserite né qui né in email, chat o documenti condivisi.

Se il testamento non menziona i crypto-asset, gli eredi li perdono?

No: rientrano comunque nella successione. Il problema è individuarli e accedervi; per questo inventario e istruzioni contano quanto la disposizione testamentaria.

L’esito vale come verifica della mia posizione RW?

No. Segnala se la posizione dichiarata presenta punti da verificare; la regolarità effettiva richiede un esame della documentazione.

Vuoi approfondire il tuo caso?

Parti dal Crypto Succession Planner; per una valutazione sul caso concreto puoi scrivere allo Studio o prenotare una call.

Testo a cura della Redazione ADLP — aggiornato a marzo 2026.

Nota informativa. I contenuti e lo strumento hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono parere legale né sollecitazione di clientela ai sensi degli artt. 17 e 17-bis del Codice Deontologico Forense. Per ogni valutazione sul caso concreto è necessario un confronto professionale.