Chiunque abbia bisogno di un finanziamento per lanciare un progetto imprenditoriale o altro tipo di iniziativa può ricorrere al crowdfunding.

Piattaforme online e portali di crowdfundingrappresentano oggi il collegamento fra pubblico e investitori/promotor e fanno di questo mezzo di finanziamento uno strumento partecipativo trasparente, capace di attirare risorse finanziarie per qualsivoglia progetto ritenuto utile e meritevole di realizzazione.

Questo metodo di “auto-sostentamento” prese vita negli Stati Uniti d’America sul finire degli anni ’90, parallelamente al vertiginoso incremento della diffusione di Internet.

Il fenomeno è tuttora in costante crescita, anche nel vecchio continente, e rappresenta un modo sempre più gettonato di aderire spontaneamente allo sviluppo di un progetto e di raccogliere fondi.

I modelli di crowdfunding sono molteplici.

La struttura c.d.reward basedè la più diffusa e richiama lo schema di una donazione “compensata” con il riconoscimento di un premio.

La tipologia denominata equity based prevede, invece, la partecipazione attiva del prestatore al capitale di rischio di una società di nuova costituzione che fornisce alcuni diritti in cambio dell’investimento iniziale.

Inoltre, a differenza delle già citate tipologie, il modello c,d. donation based prevede una semplice elargizione alla quale non fa eco alcun ritorno economico; e l’obiettivo di chi aderisce è semplicemente quello di sostenere un’iniziativa ritenuta valida.

Il social lending – di cui abbiamo già parlato qui – contempla, infine, il pagamento di una quota di interessi in cambio di un prestito iniziale. Questa particolare forma di crowdfunding si basa su veri e propri prestiti di denaro fra soggetti privati e un richiedente.

Tali prestiti sono regolati da tassi di interesse fissati preventivamente dal portale sul quale avviene la transazione. Naturalmente, chi gestisce il portale, dal canto suo, offre anche differenti servizi di intermediazione, essendo il primo responsabile dei trasferimenti di denaro che intercorrono direttamente fra gli utenti privati (si definisce, per tale motivo, anche P2P lending) due utenti privati.

In Italia il fenomeno sembra in rapida crescita seppur ancora limitato nei numeri, soprattutto rispetto ad altre nazioni. Inoltre le disparità esistenti fra i diversi modelli di crowdfunding, evidenziano ancor di più una certa confusione normativa che dovrebbe invece stimolarne la crescita ed eliminare artifici ed ambiguità, responsabili della mancata esplosione del settore.

Lo sviluppo di canali alternativi di finanziamento è oggi assolutamente necessario per allargare le maglie del c.d. credit crunch e  portare nuova linfa alla crescita ed al sostegno economico dell’imprenditoria in un periodo certamente non congeniale e difficile come quello che viviamo, ormai dal lontano 2008.

D’altronde, esperienze di micro-credito simili al crowdfundingsono rintracciabili nella storia recente e passata, soprattutto durante periodi di stagnazione dell’economia.

E’ così che, ad esempio, la letteratura indica Jonathan Swift quale padre putativo del crowdfunding. Proprio lo scrittore irlandese ispirò gli Irish Loan Fund, gli istituti collettivi di credito che servirono a frenare la dilagante povertà che affliggeva il suo popolo durante la Grande Carestia (Great Famine) del 1840.

Inoltre, molti sanno che la Statua della Libertà fu un regalo dei cittadini francesi agli Stati Uniti, ma pochi conoscono che essa fu un altro esempio storico di crowdfunding, realizzato dagli americani per consentire, prima dell’arrivo della statua dalla Francia, una degna sistemazione per cui non c’erano soldi da stanziare.

Fu così che l’editore americano, Joseph Pulitzer,  ebbe il merito di lanciare una campagna di fundraising dal suo giornale The World e i cittadini di New York risposero con oltre 120.000 donazioni di meno di un dollaro; frutto della bravura di Pulitzer nell’aver toccato le corde giuste ed aver fatto leva sull’orgoglio dei propri concittadini.

La storia sa essere foriera di grandiosi esempi che oggi possono essere potenziati dalla forza del web.

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Fonte originale: Crowdfunding e prestito P2P, pillole di micro-credito | IusLab.