Il crowdlending o social lending è il prestito tra privati via Internet, e costituisce una realtà ormai consolidata da quasi dieci anni in molti paesi.
La prima società è stata la britannica Zopa nel 2005, e negli ultimi cinque anni il business è cresciuto a un tasso annuo del 136%. Nel 2014 le prime piattaforme di social lending a livello mondiale – come Prosper, Lending Club, Funding Circle – hanno scambiato alcuni miliardi di sterline. E a metà dicembre, Lending Club è arrivata a quotarsi alla borsa di New York.
Stati Uniti e Cina sono i mercati più sviluppati al mondo, mentre in Europa è il Regno Unito a fare da driver, tanto che a marzo del 2014 la Financial Conduct Authority (FCA) ha emanato i primi atti di regolamento in materia.
In Italia il P2P lending è sotto il controllo della Banca d’Italia, ma a causa della scarsa rilevanza non si segnalano provvedimenti regolatori. Il social lending in Italia viene esercitato, principalmente, su due piattaforme, Smartika e Prestiamoci che, peraltro, a dicembre sorso pare essere stata acquistata dalla società norvegese, TrustBuddy.
Ma come funziona il social lending?
Di seguito una scheda sintetica.