Domenica 18 ottobre 2020, nel weekend del Blockchain Month di PDC Academy dedicato agli aspetti legali e fiscali, l’Avv. Giulia Arangüena ha tenuto la sua seconda lezione, sulla tokenizzazione dei virtual asset e sulla loro regolamentazione. Il giorno prima aveva spiegato perché criptovalute e moneta elettronica non coincidono.


Che cos’è la tokenizzazione dei virtual asset
Con Ethereum e gli smart contract la blockchain è diventata programmabile: beni, diritti e servizi possono essere rappresentati da token che circolano sulla catena dei blocchi. La tokenizzazione dei virtual asset somiglia a una cartolarizzazione, con più trasparenza, tracciabilità, rapidità e costi più bassi. Da qui sono nate anche nuove forme di finanziamento, le ICO e le STO.
I 5 tipi di token
- Payment token: le criptovalute native di una blockchain, che ne fanno funzionare la rete;
- equity e security token: strumenti finanziari, che rappresentano quote di capitale o diritti agli utili;
- utility token: diritti di accesso o di acquisto di beni e servizi di una piattaforma;
- asset token: valori digitali garantiti da beni off-chain e convertibili in essi;
- stablecoin: token ancorati, con un rapporto fisso o tramite algoritmi, a valute legali o ad altre attività.

La classificazione non è un esercizio teorico: dalla natura del token dipende la disciplina applicabile. Un security token offerto al pubblico ricade nelle regole sugli strumenti finanziari; un utility token, finché resta un diritto d’uso, ne resta fuori.
Dall’antiriciclaggio alla proposta MiCA
La risposta dei regolatori è arrivata per gradi. Prima l’antiriciclaggio, base comune a tutti i comparti della finanza: dalle guide del GAFI su virtual asset e VASP (2018-2019) alla V direttiva, che in Italia è stata anticipata dal D.lgs. 90/2017 e completata dal D.lgs. 125/2019. Poi, sulla base della natura dei token, l’attrazione delle offerte di token finanziari nelle discipline nazionali sugli strumenti finanziari.
Infine la regolamentazione ad hoc. Il 24 settembre 2020, meno di un mese prima della lezione, la Commissione europea ha presentato nel pacchetto sulla finanza digitale la proposta di regolamento MiCA sui mercati delle cripto-attività: un quadro unico per i token oggi non regolati, stablecoin comprese, e per i prestatori di servizi (CASP), con una licenza valida in tutta l’Unione. Essendo un regolamento, si applicherà direttamente in tutti gli Stati membri. Ne abbiamo analizzato i contenuti nel MiCA Digest.
Le slide sulla tokenizzazione dei virtual asset
Sullo stesso tema: Criptovalute e moneta elettronica: la lezione al Blockchain Month di PDC Academy; ADLP al Blockchain Forum Italia 2020.
Domande frequenti
Che cosa significa tokenizzare un bene?
Rappresentare un bene, un diritto o un servizio con un token registrato su blockchain, che può circolare e trasferirsi in modo tracciabile.
Che differenza c’è tra un utility token e un security token?
L’utility token dà accesso a beni o servizi di una piattaforma; il security token attribuisce diritti di natura finanziaria, come la partecipazione agli utili, ed è attratto dalla disciplina degli strumenti finanziari.
Che cosa prevede la proposta MiCA?
Un regolamento europeo per le cripto-attività oggi non regolate e per i loro prestatori di servizi, con regole uniformi e un’unica licenza valida in tutta l’Unione. È ancora in discussione.
Stai progettando un token o un servizio in cripto-attività?
Il quadro normativo è cambiato dal 2020: possiamo aiutarti a capire quali regole valgono oggi per il tuo progetto.
Testo a cura della Redazione ADLP — ottobre 2020. Tratto dalle slide della lezione «Tokenizzazione e regolamentazione dei virtual asset», tenuta il 18 ottobre 2020 al Blockchain Month di PDC Academy, a firma dell’Avv. Giulia Arangüena.
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