I token civici sono al cuore del progetto CO3, vincitore del bando europeo Horizon 2020.
Introduzione
Annunciato il finanziamento europeo del progetto CO3 — Digital Disruptive Technologies to Co-create, Co-produce and Co-manage Open Public Services along with Citizens (Grant Agreement n. 822615), coordinato dall’Università di Torino e seguito diretto dell’esperienza Co-City.
All’interno della proposta vincitrice entra, come componente tecnico-scientifica qualificante, l’architettura giuridica degli strumenti monetari blockchain per i Beni Comuni Urbani di Torino, elaborata da ADLP Studio Legale.
Il contributo, come indicato in un nostro precedente post, è frutto del lavoro dell’Avv. Giulia Arangüena, titolare della borsa di ricerca del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino nell’ambito di Co-City — il cui studio completo, pubblicato nel luglio 2018, ha fornito l’impianto regolamentare dei token civici poi adottato dal consorzio CO3 e assunto come riferimento per i tre pilot site europei: Torino, Atene e Parigi.
Il progetto e il consorzio
CO3 è finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione europea, con una dotazione complessiva di 3,28 milioni di euro e una durata triennale a partire dal 1° gennaio 2019 (DOI progetto: 10.3030/822615). Il consorzio riunisce dodici partner in cinque Paesi: Fondazione LINKS, Fundación Universitaria Balmes (UVic), Institut de Recherche et d’Innovation del Centre Pompidou, OpenLab Athens, le imprese Brainbot (sviluppo Ethereum), FlexiGuided (LiquidFeedback), Geomotion, e i tre pilot site operator: Città di Torino e Rete delle Case del Quartiere, DAEM per la Municipalità di Atene, e le municipalità della Plaine Commune a Parigi.
L’obiettivo è valutare, su pilot urbani reali, benefici e rischi dell’impiego combinato di cinque tecnologie dirompenti — blockchain, realtà aumentata, social network geolocalizzati, democrazia deliberativa, gamification — applicate alla co-creazione, co-produzione e co-gestione di servizi pubblici.
La continuità Co-City → CO3
La piattaforma CommonsHood, wallet app blockchain sviluppata dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino nel contesto dei patti di collaborazione sui Beni Comuni Urbani e del programma Urban Innovative Actions, entra in CO3 come tecnologia di base — come documenta la scheda CommonsHood sul portale DLT4Good del Joint Research Centre.
Nel progetto europeo l’infrastruttura viene integrata con quattro tecnologie aggiuntive — realtà aumentata, social network geolocalizzati, democrazia liquida, gamification — e testata su scala europea nei tre pilot site.
Città di Torino e Rete delle Case del Quartiere, già protagoniste operative di Co-City, mantengono un ruolo centrale anche in CO3 come pilot site operator del nodo italiano.
Il passaggio di scala riguarda anche il piano giuridico: il perimetro normativo definito nello studio del 2018 per i Beni Comuni torinesi — fondato sul diritto italiano ed europeo in materia di moneta elettronica, servizi di pagamento e valute virtuali — diventa il quadro di riferimento per l’intero consorzio, con adattamenti curati dai partner locali per il diritto greco (DAEM) e francese (IRI-Centre Pompidou).
L’architettura giuridica dei token civici
L’impianto elaborato dall’Avv. Arangüena individua due strumenti monetari distinti nel circuito dei Beni Comuni urbani:
- Discount Token, distribuito gratuitamente come incentivo a comportamenti collaborativi;
- Pre-Paid Token, emesso a fronte del versamento di euro come coupon elettronico spendibile nella rete dei Beni Comuni partecipanti.
La qualificazione giuridica dei due strumenti si articola lungo tre direttrici:
1. Moneta elettronica Il Discount Token, essendo gratuito, resta estraneo alla disciplina della moneta elettronica. Il Pre-Paid Token, pur presentando requisiti tipici, non soddisfa la condizione di spendibilità generalizzata: ogni Bene Comune emette il proprio token, utilizzabile solo per beni e servizi connessi alla propria attività. Ne deriva l’applicazione dell’esenzione per limited network, ridefinita con la PSD2 (D.Lgs. 218/2017).
2. Valute virtuali Entrambi i token presentano caratteristiche di qualificabilità come valuta virtuale ai sensi del D.Lgs. 231/2007 (come novellato dal D.Lgs. 90/2017). L’obbligo regolamentare scatta solo se è prevista la conversione da o verso euro: in tal caso, il soggetto che organizza la redimibilità assume la qualifica di prestatore di servizi di utilizzazione di valuta virtuale, con i relativi obblighi AML e OAM.
3. Evoluzione regolamentare L’impianto integra anche gli sviluppi normativi imminenti:
- la V direttiva antiriciclaggio, che estende il perimetro AML ai wallet provider;
- la proposta di regolamento della Banca d’Italia (febbraio 2018) sugli obblighi di notifica per strumenti a spendibilità limitata oltre 1 milione di euro annui.
Una complementarità tematica nel consorzio
L’architettura giuridica dei token civici costituisce una delle due linee legali del progetto. Parallelamente, il consorzio sviluppa un approfondimento dedicato alla protezione dei dati personali — Privacy Policy, Terms of Service, DPIA ex art. 35 GDPR — con particolare attenzione ai punti di intersezione tra blockchain e Regolamento (UE) 2016/679.
Le due linee sono complementari:
- la prima definisce il perimetro finanziario-regolamentare dei token;
- la seconda disciplina il trattamento dei dati personali connessi al loro utilizzo.
Prospettive
Nei prossimi mesi i pilot site entreranno nella fase operativa:
- Torino: ogni Casa del Quartiere emetterà una propria prepaid card blockchain-based acquistabile in euro;
- Atene: il pilot Grocery on Hold sperimenterà token per la distribuzione di beni alimentari;
- Parigi (Plaine Commune): i token supporteranno processi di deliberazione e co-produzione civica.
Nel triennio CO3 produrrà deliverable pubblici — policy brief, guide metodologiche, documentazione legale — disponibili sul portale CORDIS della Commissione europea.
Per ADLP Studio Legale, il progetto consolida una linea di attività avviata nel 2014 con le prime pubblicazioni peer-reviewed su Bitcoin e sviluppata lungo l’intero impianto regolamentare del fintech nazionale ed europeo.
ADLP Studio Legale — Roma, gennaio 2019
Domande frequenti
Cosa sono i token civici?
I token civici sono unità digitali, spesso basate su blockchain, usate per riconoscere e incentivare la partecipazione dei cittadini alla cura e alla gestione dei beni comuni urbani.
Che cos’è il progetto CO3?
CO3 è un progetto di ricerca europeo, selezionato nel programma Horizon 2020, che sperimenta tecnologie innovative — tra cui blockchain e token civici — per la co-creazione e la co-gestione dei beni comuni.
Come si collegano token civici e Beni Comuni?
I token civici permettono di tracciare e premiare i contributi dei cittadini alla gestione dei beni comuni, rendendo trasparente e incentivante la partecipazione, come sperimentato a Torino con Co-City.
Quali città sono coinvolte nel progetto CO3?
Il progetto CO3 prevede sperimentazioni in più contesti europei, con Torino tra i riferimenti grazie all’esperienza Co-City sui beni comuni urbani.
Quali implicazioni legali hanno i token civici?
L’uso dei token civici pone questioni di qualificazione giuridica, protezione dei dati e governance: aspetti da valutare per garantire trasparenza e conformità normativa.
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ADLP affianca enti, imprese e progetti di ricerca nell’uso di blockchain e token: dalla qualificazione giuridica degli strumenti alla governance, fino alla protezione dei dati e alla compliance.
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