Nel 2014 l’arrivo in Italia del primo bancomat Bitcoin è stato una piccola notizia nazionale: ne hanno scritto quotidiani, agenzie e testate specializzate. Dietro quella notizia c’era anche un lavoro legale, che abbiamo seguito da gennaio a novembre e che raccontiamo nel case study sull’importazione del primo ATM Bitcoin in Italia. Qui ripercorriamo come la stampa ha seguito la vicenda.

Febbraio: i chioschi Bitcoin arrivano in Europa

A febbraio Webnews raccontava i chioschi di Robocoin, una società di Las Vegas, già attivi in Canada e negli Stati Uniti: macchine che permettono di comprare e vendere Bitcoin con il contante, con un controllo biometrico del palmo della mano. L’arrivo in Europa era annunciato come imminente.

Marzo: l’annuncio del primo bancomat a Roma

Il 14 marzo Il Sole 24 Ore titolava «Bitcoin, a Roma arriva il primo bancomat per la moneta elettronica». La notizia è stata ripresa anche da Il Mattino, che indicava come sede la Luiss.

26 giugno: l’accensione durante il No Cash Day

Tweet del giugno 2014 con la cassa del primo ATM Bitcoin Robocoin arrivato in Italia, pronto per il #nocashday4 del 26 giugno a Roma
La cassa con il primo ATM Bitcoin arrivato in Italia, giugno 2014.

Il chiosco è stato acceso il 26 giugno 2014 alla Luiss EnLabs, «La Fabbrica delle Startup», durante la quarta edizione del No Cash Day, la giornata promossa da CashlessWay. Lo stesso giorno, alla Camera dei Deputati, si teneva il primo public hearing italiano sul Bitcoin, collegato in streaming con la Luiss. Il Robocoin Kiosk è bidirezionale: consente di comprare e vendere Bitcoin da uno schermo touch, con identificazione dell’utente.

Ne hanno dato notizia, tra gli altri:

  • ANSA, «In Italia il primo “bancomat” Bitcoin»;
  • Riviera24, 26 giugno;
  • Data Manager, «RoboCoin Kiosk: anche l’Italia ha il suo bancomat per Bitcoin»;
  • Tecnoguide, 30 giugno.
L'Avv. Giulia Arangüena davanti al banner CashlessWay del No Cash Day, 26 giugno 2014
No Cash Day, 26 giugno 2014. Foto © Daniele Cinà 2014.
La sala del public hearing sul Bitcoin a Palazzo Montecitorio, 26 giugno 2014, con uno schermo che mostra il chiosco Bitcoin presentato alla Luiss EnLabs
26 giugno 2014, Palazzo Montecitorio: in sala, sullo schermo, la pagina della Luiss EnLabs sul primo ATM Bitcoin in Italia.

Il lato che la stampa non ha raccontato

Gli articoli hanno raccontato la tecnologia e la novità. Per accendere il chiosco, però, serviva risolvere questioni che nel 2014 non avevano risposte scritte: il contratto internazionale con il produttore, la dogana, l’inquadramento dell’attività in assenza di norme sul Bitcoin, gli obblighi antiriciclaggio e la protezione dei dati degli utenti. La soluzione è passata per il regime del cambiavalute, applicato per analogia. Il percorso completo è nel case study.

Sullo stesso giorno, e sul quadro regolamentare di allora, si veda anche il resoconto del public hearing di Montecitorio.

Domande frequenti

Quando è stato acceso il primo bancomat Bitcoin in Italia?

Il 26 giugno 2014, alla Luiss EnLabs di Roma, durante il No Cash Day, come riportato da ANSA e da altre testate.

Un ATM Bitcoin è un bancomat?

No. Non usa carte né conti bancari: consente di comprare o vendere Bitcoin contro contante, al cambio indicato dalla macchina.

Quali regole si applicavano nel 2014?

Nessuna norma specifica sul Bitcoin. La soluzione più prudente era il regime del cambiavalute, con i relativi obblighi di trasparenza e antiriciclaggio.

Una questione simile da valutare oggi?

Il quadro normativo è cambiato dal 2014: possiamo aiutarti a capire quali regole valgono oggi per il tuo caso.

Nota informativa. I contenuti hanno finalità esclusivamente informative, nel rispetto degli artt. 17 e 17-bis del Codice Deontologico Forense, e non costituiscono parere legale. Per ogni valutazione sul caso concreto è necessario un confronto professionale.