La professione legale vive una fase di profonda trasformazione: tecnologia, automazione e concorrenza globale stanno ridisegnando il modo di esercitarla. Riprendiamo e commentiamo di seguito un editoriale dedicato proprio al futuro della professione legale.

Proponiamo la traduzione e la sintesi di un articolo comparso su “Bloomberg BNA – Legal Communities” il 13 maggio 2015, con il titolo “Looking at Law in the New tech Era“, a firma di kevin P. Lee, professore associato di legge presso la Campbell University.
Ci sono motivi reali di preoccupazione nel settore dei servizi legali. Grazie alla combinazione di globalizzazione e avanzamenti tecnologici, è innegabile che il settore si trovi in uno stato di “perturbazione” e quindi di vera e propria “disruption”. E le cause di questo sono in realtà due facce della stessa cosa: l’aumento della potenza e dalla capacità “computazionale”.
Questo incremento vertiginoso ha reso possibili le reti di comunicazione. E come risultato il mondo è diventato sempre più piccolo e “piatto”.
Dai chirurghi e commercialisti agli avvocati, il mercato si trova ad affrontare ora la concorrenza su scala globale. Inoltre, le nuove tecnologie stanno trasformando il modo in cui i servizi legali sono stati concepiti e vengono “consegnati” al mercato.
Anche se molti professionisti sono inevitabilmente lenti ad accettare questi cambiamenti, ci sono molte ragioni per essere ottimisti. Siamo ancora nei primissimi momenti di questa nuova era. Poiché la maggior parte degli avvocati non sono digitalmente alfabetizzati, quelli che possono vedere e rispondere al cambiamento hanno un vantaggio significativo.
Come i computer rapidamente guadagnano capacità cognitive per il riconoscimento e l’apprendimento automatico, nuove opportunità di efficienza ed aree di attività a basso costo si sviluperanno.
Ciò, in definitiva, è simile a negozi “big box” (n.d.r. i mega store) nel business retail; in breve, l’idea di una “personalizzazione di massa” dei servizi è emersa anche nel mondo legale, e si sono aperte opportunità di fornire servizi legali a prezzi accessibili ai meno abbienti.
“Poiché la maggior parte degli avvocati non sono alfabetizzati nella lingua dei dati, quelli che possono vedere e rispondere al cambiamento hanno un vantaggio significativo”.
Immaginate che cosa potrebbe accadere quando sistemi automatizzati ridurranno il costo della fornitura di servizi giuridici di base a livello così basso da farli diventare quasi “freeware”? Cosa significherà per l’emergente classe media in tutto il mondo se le sarà dato accesso ai servizi legali a basso costo per proteggere i diritti umani e la giustizia sociale?
Il potenziale di contratti intelligenti (n.d.r. sono i c.d. smart contract, o accordi self-executing ed auto-enforcing) in grado di gestire in modo sicuro contratti finanziari complessi e le più piccole micro-transazioni) è già un orizzonte immediato. Il “Silverflume” LLC Operating Agreemen adottato e messo in atto in Nevada, che mira a rendere la registrazione di un business online un processo semplice, illustra il potenziale di questo tipo di contratti per trasformare molti settori del diritto commerciale e di regolamentazione del governo.
Ma come si diventa pronti per questa nuova era?
Data l’incertezza che accompagna il rapido cambiamento, è difficile prevedere esattamente dove si svilupperanno le migliori opportunità. Ma già è possibile adottare strategie per per prosperare nella nuova era di tecnologia:
- Siate vigili. Dal momento che la potenza di calcolo cresce esponenzialmente, possiamo aspettarci notevoli progressi tecnologici in ambito legale, in particolare nei settori in cui può essere applicata il c.d. “cognitive computing“. Questo potrebbe includere saper predire gli esiti di leggi e risposte regolamentari alle mutevoli tendenze economiche e politiche perché non si può dare per scontato che domani sarà lo stesso di ieri.
- Imparare il coding. La programmazione è la nuova alfabetizzazione. I linguaggi popolari per gli avvocati sono Python e R. Entrambi sono open source e hanno ampie capacità per la gestione dei dati. La capacità di scrivere programmi personalizzati da adattare ai servizi per le esigenze del cliente sarà un segno distintivo del nuovo professionista legale.
- Imparare l’analisi dei dati. I dati sono ovunque. Legge deve essere intesa come calcolo e dati. Siamo inondati in un pool di dati sempre più “a grana fine” che tiene traccia di tutto ciò che gli esseri umani fanno o possono fare. Avere una certa conoscenza di base di come i dati vengono catturati, estratti, registrati e analizzati.
- Pensare globalmente. Vi è una crescente classe media globale che presenterà nuove opportunità di tipo transnazionale. Considerate già il vostro studio come in grado di sfruttare il basso costo del marketing on-line per aprire mercati lontani. Questo potrebbe significare adattare lo studio ad includere punti di vista e competenze internazionali. In questa nuova era, la legge sull’immigrazione, per esempio, presenta nuove opportunità di marketing internazionale, anche per studi piccoli.
- Rendetevi conto che stiamo attraversando un periodo senza precedenti che porterà enormi cambiamenti per la società. Cambiare porterà qualche sofferenza specie se ci si rende conto che le vostre abilità non sono aggiornate. Siate aperti alla “riconversione” e ad imparare cose nuove.
La disruption tecnologica nei servizi legali
La professione legale sta attraversando una fase di profonda trasformazione. L’aumento della potenza di calcolo e la diffusione delle reti di comunicazione hanno reso il mondo più piccolo e interconnesso, esponendo anche i servizi legali a una concorrenza su scala globale.
In questo scenario, automazione, piattaforme digitali e nuovi modelli di servizio mettono in discussione il modo tradizionale di esercitare la professione legale, spingendo gli avvocati a ripensare competenze, organizzazione e rapporto con il cliente.
Cosa significa per gli avvocati
Per chi esercita la professione legale, la tech-era non è solo una minaccia ma anche un’opportunità: gli strumenti tecnologici possono liberare tempo dalle attività ripetitive e consentire di concentrarsi su consulenza, strategia e relazione con il cliente.
La sfida è acquisire una nuova alfabetizzazione digitale e integrare la tecnologia nella pratica quotidiana, senza rinunciare al valore umano e deontologico che resta al centro della professione legale. Sul piano deontologico si veda anche l’etica nel marketing legale.
Professione legale e innovazione: una prospettiva
Il dibattito avviato già nel 2015 resta attuale: la professione legale che saprà governare l’innovazione nella professione legale, anziché subirla, potrà offrire servizi più efficienti e accessibili, mantenendo al contempo elevati standard di qualità e di tutela.
Si tratta, in definitiva, di coniugare tradizione e cambiamento: la tecnologia come strumento al servizio del diritto e dei diritti, in un mercato in continua e rapida evoluzione.
Domande frequenti
Cosa si intende per disruption nella professione legale?
Indica la trasformazione profonda dei servizi legali provocata dalle nuove tecnologie e dalla globalizzazione, che mettono in discussione modelli organizzativi e di business tradizionali.
Quali tecnologie incidono sulla professione legale?
Automazione documentale, piattaforme online e strumenti di analisi dei dati e di ricerca giuridica, che modificano il modo di lavorare di avvocati e studi legali.
La tecnologia sostituirà gli avvocati?
Più che sostituirli, la tecnologia tende a trasformare il loro ruolo, automatizzando le attività ripetitive e valorizzando consulenza, strategia e relazione con il cliente.
Quali competenze servono nella nuova tech-era?
Accanto alle competenze giuridiche diventa importante una solida alfabetizzazione digitale, unita alla capacità di integrare gli strumenti tecnologici nella pratica professionale.
Di cosa parla l’articolo di Kevin P. Lee?
Pubblicato su Bloomberg BNA nel 2015, analizza lo stato di disruption del settore legale dovuto all’aumento della potenza computazionale e alla concorrenza globale.
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