Il cinema made in Italy non vive solo di cattive notizie. Mentre monta la protesta per la decisione del Governo di tagliare di altri 45 milioni di euro il tax credit e di ridurre di circa 22 milioni il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), arrivano anche segnali positivi, e molto significativi, sul fronte dell’internazionalizzazione del cinema e dell’audiovisivo italiani.

Il cinema made in Italy come industria

L’audiovisivo, ha ricordato Riccardo Monti, è una grande industria nazionale: con 10 miliardi di fatturato dà lavoro a 200 mila persone, crea occupazione qualificata, spesso giovane e creativa, produce contenuti da esportare ed è un volano per raccontare l’Italia e lo stile di vita italiano. Sulla stessa linea Pietro Celi: il cinema italiano non è solo un prodotto culturale e artistico, ma un vero prodotto del Made in Italy, diventato negli anni un marchio internazionale tra i più conosciuti e una vetrina della qualità e dell’originalità italiane.

Per Riccardo Tozzi il cinema è il vettore ideale dei valori che l’Italia rappresenta nel mondo: i mercati internazionali sono la sfida per la crescita dimensionale dell’industria, e il rinnovamento va capitalizzato rilanciando le trattative commerciali e ampliando le partnership produttive. In occasioni come la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, il Festival do Rio, i Red Square Screenings, il Festival Internazionale del Film di Roma con The Business Street e New Cinema Network, Ventana Sur a Buenos Aires e il Beijing International Film Festival, il cinema diventa veicolo del miglior made in Italy.

La «filosofia» che ha guidato il networking tra produttori e distributori italiani e buyer stranieri, ha ribadito Roberto Cicutto, sta proprio nel considerare il cinema un prodotto del Made in Italy e un veicolo di promozione delle nostre eccellenze.

Il punto debole: l’estero

Cinema e audiovisivo fatturano il doppio del trasporto aereo, ma all’estero il saldo commerciale è in passivo e vale meno dello 0,1% del volume totale degli scambi internazionali dell’Italia. Per questo ANICA, ICE-Agenzia, Istituto Luce-Cinecittà e Doc/it promuovono, con il sostegno economico del Ministero dello Sviluppo Economico, una serie di iniziative a supporto della produzione italiana, che si affiancano agli strumenti di sostegno previsti dalla disciplina delle attività cinematografiche (D.Lgs. 28/2004) e al tax credit.

ICE e ANICA: mercati, buyer e coproduzioni

ICE-Agenzia collaborerà con gli Istituti italiani di cultura e le ambasciate in Paesi come la Russia e gli Stati Uniti, grandi mercati dell’audiovisivo, aiutando le Film Commission ad attrarre investitori stranieri in Italia. Con i fondi del Made in Italy saranno finanziate iniziative che negli ultimi anni non erano più sostenute.

L’ANICA pubblicherà bandi aperti anche ai buyer stranieri, con contributi a parziale copertura dei costi di lancio e delle copie per l’uscita in sala dei film italiani in aree come l’America Latina e il Far East. Intensificherà gli scambi B2B tra operatori in Russia, Cina e America Latina, favorirà la presentazione di progetti di coproduzione e promuoverà i vantaggi per i produttori internazionali che investono in Italia, grazie al tax credit e ai fondi regionali per il cinema e l’audiovisivo. Sperimenterà inoltre azioni congiunte di product placement con il settore manifatturiero.

C’è poi il legame tra cinema ed editoria: negli ultimi anni il 20% dei film usciti nelle sale italiane è tratto da un libro. Per questo l’ANICA ha organizzato a New York proiezioni di film tratti da romanzi italiani, dibattiti con registi, produttori, scrittori ed editori e incontri su progetti ispirati a opere letterarie italiane, per rafforzare la presenza di entrambe le industrie sul mercato statunitense e favorire le coproduzioni.

Distribuzione digitale negli Stati Uniti

L’Istituto Luce-Cinecittà propone ai produttori una distribuzione in sala molto più capillare di quella attuale, grazie alle tecnologie digitali e a costi molto ridotti: il film arriva nelle sale come file digitale, via satellite. Il servizio sarà garantito da Emerging Pictures, società specializzata già attiva con cinematografie più forti di quella italiana, come quella francese, e capace di aggregare oltre 100 sale in diverse città americane. Oggi molti film italiani sono distribuiti negli Stati Uniti in due o tre città al massimo; a regime, la struttura permetterebbe di distribuirne 18-20 l’anno.

L’iniziativa può contare su SIMEST, la società che assiste le imprese italiane che investono all’estero, con fondi che coprono fino al 49% dei costi delle attività di società italiane impegnate all’estero nella produzione e diffusione del cinema italiano. È previsto un test di tre mesi in otto città: New York, Los Angeles, Chicago, Boston, Washington, San Francisco, Philadelphia e Miami.

Il documentario italiano

All’Italian Doc Screenings, unico mercato internazionale del documentario italiano, organizzato dall’Associazione Nazionale Documentaristi con la collaborazione di Istituto Luce e Doc/it, sono previste azioni di promozione e vendita. Nell’ambito di Focus On Feature Length Doc saranno raccolti, digitalizzati, archiviati e resi disponibili, in versione internazionale, i lungometraggi documentari prodotti negli ultimi due anni.

La piattaforma italiandoc, nata dalla collaborazione tra Doc/it e Ministero dello Sviluppo Economico, sarà potenziata con uno streaming dinamico per vedere i documentari su tablet e smartphone, anche tramite un’apposita applicazione riservata ai partner commerciali internazionali. Segno che il cinema made in Italy, per crescere all’estero, deve passare anche dal digitale.

Domande frequenti

Quanto vale l’industria audiovisiva italiana?

Secondo i dati richiamati nel luglio 2013 da Riccardo Monti, circa 10 miliardi di euro di fatturato e 200 mila occupati: il doppio del fatturato del trasporto aereo.

Qual è il punto debole del cinema made in Italy?

L’estero: la bilancia commerciale dell’audiovisivo è in passivo e pesa meno dello 0,1% degli scambi internazionali dell’Italia. Molti film italiani negli Stati Uniti escono in due o tre città al massimo.

Quali iniziative sono previste per i mercati esteri?

Bandi ANICA aperti ai buyer stranieri, attività di ICE con Istituti di cultura e ambasciate, distribuzione digitale via satellite negli Stati Uniti proposta da Istituto Luce-Cinecittà con il sostegno di SIMEST, e la piattaforma italiandoc per il documentario.

Produci o distribuisci opere audiovisive?

Il quadro è cambiato dal 2013: lo Studio può aiutarti oggi su contratti, diritti e strumenti di sostegno per il cinema e l’audiovisivo.

Testo a cura della Redazione ADLP — agosto 2013. Originariamente comparso sul blog IusLab.

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